30/07/13
05/06/13
God's Complex
Quanto è difficile creare qualcosa da 0, senza direttive, con solo una vaga idea del risultato finale...
09/12/12
Età sbagliata
C'è un'età giusta e una sbagliata per qualsiasi cosa. 18 anni sono sbagliati per essere dei puritani bacchettoni, restii ad ogni nuova esperienza, a dire il vero fondamentalmente troppo fifoni per provare a uscire dal solco che la triade famiglia/parrocchia/media (in pratica, la nostra morale) ha tracciato per noi. 40 anni sono a mio avviso sbagliati per fare i giovani a tutti i costi, fingendo di averne 18, fondamentalmente troppo fifoni per assumersi quelle responsabilità (lavoro, famiglia, magari un impegno sociale di qualsiasi genere) che ci sarebbero richieste.
Stasera ho scoperto che 26 anni è l'età sbagliata per provare un nuovo locale di tendenza. Perchè ci si entra con uno o due amici, con già un paio di birre in corpo a rallegrare la serata, giusto per vedere che aria tira. Si esce dopo 5 minuti, un po' rattristati dal mix di 18enni imbambolati e 45enni sfigati che provano a mischiarsi con la folla di ragazzini. Tutti col loro drink in mano, tutti schiacciati da una colonna sonora (non male, devo ammettere, Led Zeppelin & Queen & compagnia bella) che non capiscono fino in fondo, tutti costretti a essere alternativi/chic perchè è quello che va di moda oggi tra la Gente In. Tutti VUOTI.
E tu, a 26 anni e con i tuoi due amici cazzari e le tue due Tennents in circolo, non capisci CHE CI SEI ENTRATO A FARE NEL LOCALE DI TENDENZA.
Stasera ho scoperto che 26 anni è l'età sbagliata per provare un nuovo locale di tendenza. Perchè ci si entra con uno o due amici, con già un paio di birre in corpo a rallegrare la serata, giusto per vedere che aria tira. Si esce dopo 5 minuti, un po' rattristati dal mix di 18enni imbambolati e 45enni sfigati che provano a mischiarsi con la folla di ragazzini. Tutti col loro drink in mano, tutti schiacciati da una colonna sonora (non male, devo ammettere, Led Zeppelin & Queen & compagnia bella) che non capiscono fino in fondo, tutti costretti a essere alternativi/chic perchè è quello che va di moda oggi tra la Gente In. Tutti VUOTI.
E tu, a 26 anni e con i tuoi due amici cazzari e le tue due Tennents in circolo, non capisci CHE CI SEI ENTRATO A FARE NEL LOCALE DI TENDENZA.
14/06/12
Il profumatore per auto definitivo
Mulholland Dave: Profuma di santità la tua auto
Propongo di stamparlo, plastificarlo e patinarlo, in maniera che rifletta pure il telelaser per il rilevamento della velocità (come i cd vuoti...)
Propongo di stamparlo, plastificarlo e patinarlo, in maniera che rifletta pure il telelaser per il rilevamento della velocità (come i cd vuoti...)
22/03/12
Mulholland Dave: Fides et Ratio
Mulholland Dave: Fides et Ratio
eccola lì, la soluzione a 500 anni (da Galileo ad oggi, diciamo) di conflitto insanabile (e chi dice il contrario, come Zichichi, o è un idiota o è in malafede)
eccola lì, la soluzione a 500 anni (da Galileo ad oggi, diciamo) di conflitto insanabile (e chi dice il contrario, come Zichichi, o è un idiota o è in malafede)
18/03/12
età di mezzo
Cercherò di essere breve. Pochi giorni fa il mirabile Zerocalcare (chi nono lo conosce, chieda umilmente perdono e in segno di penitenza vada a farsi un giro sul fantastico sito) postava un fumetto sul fatto che "non possiamo dirci trentenni". Pienamente d'accordo. Però non possiamo ancora sempre far finta di avere 15 anni. E chi ha orecchie per intendere, intenda.
15/03/12
leggere per credere
Mulholland Dave: Dottor Sisto e Mr. Sisto
Poco da dire, quando si è geniali si può riassumere un capolavoro in una vignetta, 2 personaggi e 2 frasi. Capolavoro
Poco da dire, quando si è geniali si può riassumere un capolavoro in una vignetta, 2 personaggi e 2 frasi. Capolavoro
13/01/12
Zombie Carpocalypse
Chi ha presente la bella sensazione di quando ci si imbatte in un nuovo autore e si decide che, d'ora in poi, tutti i suoi scritti saranno nostri? Quella bella cosa che, negli anni, ha colpito prima con Eco, poi Tolkien, Crichton, Aasimov, Cussler (ultimamente anche James Patterson e Jeffrey Deaver mi stanno facendo quest'effetto).
Ok. Diciamo che si è quasi ripresentata. Spiego meglio.
Ho iniziato a leggere i (pochi, per ora, ma è giovane e si rifarà) racconti brevi di Domenico "7di9" Mastrapasqua. Nella fattispecie, l'ultimo che mi è capitato sottomano è "Zombie Carpocalypse", vincitore (ex-aequo) del premio Short Kipple 2011. E' un racconto che posso definire solo sbalorditivo. Volutamente, e in maniera eccellente. Inizio shok, sbito nel mezzo delle cose. Non si perde tempo con gli zombi in giro. Poi ritmo concitatissimo, azione quasi frenetica. Questi sono zombie che attaccano sempre all'improvviso, colgiendo il lettore alla sprovvista. E il finale... bè, dire che lascia senza parole è dire poco. Uno shock non da poco. E soprattutto lascia la voglia di continuare a leggere, di scoprire se e come ci sarà un seguito.
Avevo conosciuto Domenico Mastrapasqua come un autore di fantascienza (nonchè tra i fondatori del connettivismo italiano). E come autore di fantascienza non se la cava affatto male (provate a leggere il suo racconto "Nella città morente", inserito nella raccolta "Notturno alieno", edito da Bietti ). Ora mi ha di nuovo sorpreso, e convinto, con questo horror avvincente e per nulla scontato.
Il racconto è disponibile a questi link:
Ok. Diciamo che si è quasi ripresentata. Spiego meglio.
Ho iniziato a leggere i (pochi, per ora, ma è giovane e si rifarà) racconti brevi di Domenico "7di9" Mastrapasqua. Nella fattispecie, l'ultimo che mi è capitato sottomano è "Zombie Carpocalypse", vincitore (ex-aequo) del premio Short Kipple 2011. E' un racconto che posso definire solo sbalorditivo. Volutamente, e in maniera eccellente. Inizio shok, sbito nel mezzo delle cose. Non si perde tempo con gli zombi in giro. Poi ritmo concitatissimo, azione quasi frenetica. Questi sono zombie che attaccano sempre all'improvviso, colgiendo il lettore alla sprovvista. E il finale... bè, dire che lascia senza parole è dire poco. Uno shock non da poco. E soprattutto lascia la voglia di continuare a leggere, di scoprire se e come ci sarà un seguito.
Avevo conosciuto Domenico Mastrapasqua come un autore di fantascienza (nonchè tra i fondatori del connettivismo italiano). E come autore di fantascienza non se la cava affatto male (provate a leggere il suo racconto "Nella città morente", inserito nella raccolta "Notturno alieno", edito da Bietti ). Ora mi ha di nuovo sorpreso, e convinto, con questo horror avvincente e per nulla scontato.
Il racconto è disponibile a questi link:
Amazon (ebook)
Ultima Books (ebook)
La scheda su aNobii (libro - ebook)
19/06/11
No Comment
Ok, non ci sono molte parole da spendere. Quindi cito la Gazzetta dello Sport:
" La Montepaschi ha battuto 63-61 la Bennet Cantù in gara-5 e, chiudendo i conti sul 4-1, si è confermata campione d’Italia. Cinque scudetti consecutivi, tre Grandi Slam italiani consecutivi, dieci trofei consecutivi all’interno dei patri confini e quest’anno anche un posto alle Final Four di Eurolega: se una striscia simile di tricolori l’aveva ottenuta solo la Borletti Milano tra il 1950 e il 1954, un dominio così prolungato e marcato sulla pallacanestro nazionale è senza paragoni e consegna ulteriormente il gruppo di Simone Pianigiani alla storia del nostro basket"
Che altro si può dire? Che vorrei chiamarmi Stonerook, a parte quello niente.
L'estate si preannuncia foriera di cambiamenti personali (anche se probabilmente traumatici). Chi vivrà vedrà (per speculum et in aenigmate...)
" La Montepaschi ha battuto 63-61 la Bennet Cantù in gara-5 e, chiudendo i conti sul 4-1, si è confermata campione d’Italia. Cinque scudetti consecutivi, tre Grandi Slam italiani consecutivi, dieci trofei consecutivi all’interno dei patri confini e quest’anno anche un posto alle Final Four di Eurolega: se una striscia simile di tricolori l’aveva ottenuta solo la Borletti Milano tra il 1950 e il 1954, un dominio così prolungato e marcato sulla pallacanestro nazionale è senza paragoni e consegna ulteriormente il gruppo di Simone Pianigiani alla storia del nostro basket"
Che altro si può dire? Che vorrei chiamarmi Stonerook, a parte quello niente.
L'estate si preannuncia foriera di cambiamenti personali (anche se probabilmente traumatici). Chi vivrà vedrà (per speculum et in aenigmate...)
13/06/11
Where amazing happens: Finale
Ok, le Finali NBA 2011 sono finite da 2 minuti (sto ancora sentendo le interviste post-partita), ed è ufficiale: i Dallas Mavericks, assolutamente al di fuori di ogni previsione della vigilia, sono i nuovi campioni NBA. Partita molto intensa, con anche un accenno di rissa nel secondo quarto, questa gara 6 a Miami, conclusa con il pubblico di casa incredulo. Ancora una volta "King James" è letteralmente scomparso (ha iniziato con 4su4, ma poi praticamente più niente, ha chiuso con 21 punti ma 6 TO e un +/- di -24), questa volta ha ceduto anche Wade (6su16, 17 punti e 5TO), Bosh sufficiente ma non un sostituto leader.
Dall'altra parte, Terry ha fatto quel che voleva per 3 quarti, poi è venuto fuori Nowitzki (che ha chiuso a 1-12 a metà gara, ma poi ha fatto 8-15 nel secondo tempo con 10-12 punti nell'ultimo quarto), ma hanno giocato tutti alla grande (Marion, Kidd, Barea, Chandler, persino Mahinmi ha segnato un paio di canestri fondamentali). Sono soprattutto felice per tutta una serie di campioni in questa squadra che rischiavano di finire la carriera senza un titolo (DiskoDirk e Jasone su tutti).
La gara è stata molto tesa, con anche un accenno di rissa (il solito DeShaun Stevenson c'era dentro, con Haslem e Chalmers), ma alla fine anche molto bella ed emozionante.
Ora la stagione NBA è finita (cacchio, su cosa criverò d'ora in poi?), il basket però va avanti (finali scudetto, Siena avanti su Cantù, e poi gli Europei)... Speriamo di vedere un altro po' di AMAZING
Dall'altra parte, Terry ha fatto quel che voleva per 3 quarti, poi è venuto fuori Nowitzki (che ha chiuso a 1-12 a metà gara, ma poi ha fatto 8-15 nel secondo tempo con 10-12 punti nell'ultimo quarto), ma hanno giocato tutti alla grande (Marion, Kidd, Barea, Chandler, persino Mahinmi ha segnato un paio di canestri fondamentali). Sono soprattutto felice per tutta una serie di campioni in questa squadra che rischiavano di finire la carriera senza un titolo (DiskoDirk e Jasone su tutti).
La gara è stata molto tesa, con anche un accenno di rissa (il solito DeShaun Stevenson c'era dentro, con Haslem e Chalmers), ma alla fine anche molto bella ed emozionante.
Ora la stagione NBA è finita (cacchio, su cosa criverò d'ora in poi?), il basket però va avanti (finali scudetto, Siena avanti su Cantù, e poi gli Europei)... Speriamo di vedere un altro po' di AMAZING
07/06/11
Nuova lunga assenza, questa volta senza motivazioni "tecniche", conclusa da questo post. Se questo è l'andazzo leggerete (o forse no, chissene) il prossimo tra qualche mese (se mai ci sarà). Il mondo è andato avanti, la mia preparazione al prossimo esame anche (anche se ho l'impressione che il rateo di avanzamento sia stato diverso), ma non è di questo che voglio parlare. I Playoff sono quasi alla fine, in finale ci sono andate Mavs e (purtroppo, devo ammetterlo) Miami, che in questo momento è in testa 2-1. Ma nemmeno di questo voglio parlare.
Voglio raccontare una sensazione. Domenica sera sono andato a farmi una birra con mia sorella (si festeggiava il suo compleanno, ha offerto lei). Tornati a casa, col cervello leggermente nella bambagia per via dell'ottimo litro di birra scura che mi sono bevuto, mi sono seduto in poltrona in soggiorno per leggere un po'. Subito, il mio olfatto (unico senso perfettamente funzionante nell'occasione, evidentemente) è stato assalito dall'odore del pallone da basket che era lì, appoggiato tristemente nell'attesa di essere usato, sulla poltrona affianco alla mia. E' stato come un fulmine a ciel sereno. Quell'odore mi ha riportato alla mente anni e anni di allenamenti e partite tra palazzetto, tensostatico e campetti. Quell'odore così inconfondibile mi ha riempito e dato una sensazione al tempo stesso di malinconia, ma anche di serenità (ammetto non senza vergogna di aver dato un paio di "sniffate" al pallone, perchè mi pervadesse ancora di più). Mi è venuto in mente che forse, della mia attività sportiva, più che il gioco in sè o la forma fisica o i compagni (tutte cose che comunque adoro) quello che mi manca di più sono proprio le sensazioni: l'odore del pallone, il rumore delle scarpe di gomma sul parquet a ogni cambio di direzione, il contatto del pallone ruvido con i polpastrelli....
So che qui ci starebbe benissimo una bella riflessione pseudo-filosofica, ma non ce ne sarà. Perchè rovinare la bellezza di quel momento ruminandoci su allegre stronzate? Quindi chiudo, all prossima (forse, forse no, è sempre più evidente come io non sia proprio tipo da blog) trasmissione.
Voglio raccontare una sensazione. Domenica sera sono andato a farmi una birra con mia sorella (si festeggiava il suo compleanno, ha offerto lei). Tornati a casa, col cervello leggermente nella bambagia per via dell'ottimo litro di birra scura che mi sono bevuto, mi sono seduto in poltrona in soggiorno per leggere un po'. Subito, il mio olfatto (unico senso perfettamente funzionante nell'occasione, evidentemente) è stato assalito dall'odore del pallone da basket che era lì, appoggiato tristemente nell'attesa di essere usato, sulla poltrona affianco alla mia. E' stato come un fulmine a ciel sereno. Quell'odore mi ha riportato alla mente anni e anni di allenamenti e partite tra palazzetto, tensostatico e campetti. Quell'odore così inconfondibile mi ha riempito e dato una sensazione al tempo stesso di malinconia, ma anche di serenità (ammetto non senza vergogna di aver dato un paio di "sniffate" al pallone, perchè mi pervadesse ancora di più). Mi è venuto in mente che forse, della mia attività sportiva, più che il gioco in sè o la forma fisica o i compagni (tutte cose che comunque adoro) quello che mi manca di più sono proprio le sensazioni: l'odore del pallone, il rumore delle scarpe di gomma sul parquet a ogni cambio di direzione, il contatto del pallone ruvido con i polpastrelli....
So che qui ci starebbe benissimo una bella riflessione pseudo-filosofica, ma non ce ne sarà. Perchè rovinare la bellezza di quel momento ruminandoci su allegre stronzate? Quindi chiudo, all prossima (forse, forse no, è sempre più evidente come io non sia proprio tipo da blog) trasmissione.
02/05/11
Where amazing happens/3
Nuovo appuntamento con i Playoff. Da dove cominciare? In realtà è facile da decidere, si è consumata (per la quarta volta nella storia NBA) la tragedia/epica di una testa di serie n°1 eliminata al primo turno. E' la seconda volta in tempi recenti, era capitato qualche anno fa ai Mavs di Nowitzki (addirittura miglior record della lega, diversamente da questi Spurs), ma nessuno se l'aspettava da questi Spurs: se c'era una squadra che aveva legato il suo nome alla solidità nella post-season (nell'era Duncan, ovviamente, prima non se li filava nessuno) erano proprio gli Speroni di San Antonio. E invece fuori 4-2, incapaci di vincere in trasferta e devastati da quella sconfitta in gara 1 che aveva già di per sè scioccato il mondo. Vittime della fine di un'era ma anche di un (necessario, probabilmente) cambio di stile che ha pagato poco in questi playoff. D'altronde, stanotte Memphis ha fatto lo sgambetto in gara 1 delle semifinali a OKC (a Oklahoma City, tra l'altro), candidandosi al ruolo di vera sorpresa di questa post season. Il tutto senza (il mio "amico") Rudy Gay. Poco altro da dire sul resto, se Rondo gioca da Rondo prevedo gare molto più sofferte per gli Heat contro Boston (anche l'arbitraggio a Miami ha lasciato perplessi, fin troppo casalingo in alcuni momenti chiave). Vedremo.
Non centra nulla, ma pare ormai certo che un drappello di Navy SEALs abbia catturato e ucciso Bin Laden. La cosa veramente interessante da commentare è che secondo molti l'esecuzione sommaria (di un terrorista) da parte di alcuni militari possa essere definita GIUSTIZIA ( e secondo una simpatica deputata italiana, un miracolo). Strano, come ci si possa dimenticare il significato delle parole.
Altra cosa che non centra nulla, ma già mi erano girati i coglioni all'idea che il 1°Maggio (giornata Internazionalista dei Lavoratori) dovesse essere il giorno in cui la Chiesa cattolica beatificava il suo ultimo Papa; quando poi mi sono reso conto che il mega-concerto di piazza S.Giovanni (che di suo non sarebbe proprio il modo adeguato per onorare questa giornata) era dedicato al 150° dell'unità d'italia, trasformandolo in una festività nazionalista, ho definitivamente sbracato. Ma vogliamo restituire a questa giornata il suo senso, per favore?
Non centra nulla, ma pare ormai certo che un drappello di Navy SEALs abbia catturato e ucciso Bin Laden. La cosa veramente interessante da commentare è che secondo molti l'esecuzione sommaria (di un terrorista) da parte di alcuni militari possa essere definita GIUSTIZIA ( e secondo una simpatica deputata italiana, un miracolo). Strano, come ci si possa dimenticare il significato delle parole.
Altra cosa che non centra nulla, ma già mi erano girati i coglioni all'idea che il 1°Maggio (giornata Internazionalista dei Lavoratori) dovesse essere il giorno in cui la Chiesa cattolica beatificava il suo ultimo Papa; quando poi mi sono reso conto che il mega-concerto di piazza S.Giovanni (che di suo non sarebbe proprio il modo adeguato per onorare questa giornata) era dedicato al 150° dell'unità d'italia, trasformandolo in una festività nazionalista, ho definitivamente sbracato. Ma vogliamo restituire a questa giornata il suo senso, per favore?
28/04/11
Ai Bagni?
Ritorno!!!
Non quello a Padova (necessario, forse anche desiderato, ma non così tanto alla fine) nè quello a questo blog: il ritorno è alla Rete, visto che in queste "vacanze" a casa sono stato tagliato fuori causa assenza wi-fi a casa mia. Dunque, ora mi aspetta: qualche ora x verificare tutti gli aggiornamenti Facebook, e-mail, etc etc (e per rifarsi dell'astinenza...); qualche altro tempo x mettersi al pari con l'andazzo dei playoff NBA (al momento, Spurs sotto 2-3 coi Grizzlies e devono ringraziare Gary Neal, se no erano già in ferie; a Est sono passate tutte le favorite meno Orlando che se la sta ancora giocando; Lakers e Mavs in discrete ambasce, almeno dal punto di vista dei risultati). Devo però annotare un qualcosa che mi ha colpito: essendomela persa in diretta, sto vedendo il replay "on-demand" di Real-Barça sul sito Rai. Al di là della bruttezza unica della partita e della evidente codardia di Mourinho, che pur di non prenderne altre 5 ha rinunciato a giocare del tutto, ho notato un'assenza importantissima: non Kakà, non Higuaìn, ma Bagni!!! Nonostante fosse annunciato come "commentatore tecnico", per tutta la partita abbiamo sentito solo la voce di Gianni Cerqueti e dell'inviato da bordo campo. Mancava assoltamente l'amabile voce, sempre da ubriaco, del Bagni nazionale e i suoi commenti sempre fuori tempo e fuori luogo. Devo dire che forse è stato il miglior commento sportivo che abbia sentito (almeno dalla Rai). E allora avanzo una proposta: perchè non riproporre ancora questo amabile silenzio?
Non quello a Padova (necessario, forse anche desiderato, ma non così tanto alla fine) nè quello a questo blog: il ritorno è alla Rete, visto che in queste "vacanze" a casa sono stato tagliato fuori causa assenza wi-fi a casa mia. Dunque, ora mi aspetta: qualche ora x verificare tutti gli aggiornamenti Facebook, e-mail, etc etc (e per rifarsi dell'astinenza...); qualche altro tempo x mettersi al pari con l'andazzo dei playoff NBA (al momento, Spurs sotto 2-3 coi Grizzlies e devono ringraziare Gary Neal, se no erano già in ferie; a Est sono passate tutte le favorite meno Orlando che se la sta ancora giocando; Lakers e Mavs in discrete ambasce, almeno dal punto di vista dei risultati). Devo però annotare un qualcosa che mi ha colpito: essendomela persa in diretta, sto vedendo il replay "on-demand" di Real-Barça sul sito Rai. Al di là della bruttezza unica della partita e della evidente codardia di Mourinho, che pur di non prenderne altre 5 ha rinunciato a giocare del tutto, ho notato un'assenza importantissima: non Kakà, non Higuaìn, ma Bagni!!! Nonostante fosse annunciato come "commentatore tecnico", per tutta la partita abbiamo sentito solo la voce di Gianni Cerqueti e dell'inviato da bordo campo. Mancava assoltamente l'amabile voce, sempre da ubriaco, del Bagni nazionale e i suoi commenti sempre fuori tempo e fuori luogo. Devo dire che forse è stato il miglior commento sportivo che abbia sentito (almeno dalla Rai). E allora avanzo una proposta: perchè non riproporre ancora questo amabile silenzio?
21/04/11
Where amazing happens/2
Ok, nouvo aggiornamento sui playoff: il secondo "giro" si è concluso e le "prestazioni" attese comiciano a presentarsi: Spurs, Lakers e Orlando hanno impattato sull'1-1 dopo aver perso malamente la prima casalinga (Spurs più a fatica, Orlando leggermente più agevolmente, i Lakers facile grazie alla pochezza offensiva di NO), tutte le altre favorite sono avanti 2-0, con Dallas OKC e Miami che hanno vinto molto facilmente e dando dimostrazione di un netto miglioramento, di un migliore adattamento alla fase playoff. Chicago e Boston continuano a vincere faticando mostruosamente, soprattutto NYN ha molto da recriminare se pensiamo che ha perso 2 partite per un totale di 5 punti di scarto (ma se Billups e STAT non rientrano, gara-3 la vedo dura). Fin'ora un quadro abbastanza poco chiaro, non si capisce se sia una difficoltà "mentale" delle più accreditate al titolo nell'affrontare squadre che danno ovviamente il tutto per tutto, o se sia qualcosa di diverso. Per il capitolo Amazing, anche stavolta poco da dichiarare: impressiona ogni volta la velocità negli spazi di Wade (sulla rubata fa il campo in 3 palleggi e va a schiacciare), impressiona la difesa di Jeffries su Garnett nell'azione dell'ultimo tiro di Boston in gara 2 (secondo me ci sono solo in quel 1vs1 almeno una decina di falli da parte di entrambi, ma è bene che li abbiano lasciati giocare), poi non moltissimo altro.
Niente da aggiungere sugli altri fronti, ora si avvicinano le vacanze pasquali per cui rivedrò la bella Trani e qualche vecchio amico (e sarò senza connessione internet per qualche bel giorno, a casa mia è morta la rete wireless). Che dire: ave atque vale!
Niente da aggiungere sugli altri fronti, ora si avvicinano le vacanze pasquali per cui rivedrò la bella Trani e qualche vecchio amico (e sarò senza connessione internet per qualche bel giorno, a casa mia è morta la rete wireless). Che dire: ave atque vale!
17/04/11
Where amazing happens/1
Ok, sono iniziati i playoff NBA. Provato a vedere le partite del primo giorno, esclusa Dallas che cominciava a giocare a un'ora improponibile della notte (a proposito, ringraziamo in coro rojadirecta perchè esiste e la Tiscali per la pessima connessione che fornisce): di 4 favorite, 3 hanno vinto in rimonta soffrendo tantissimo (soprattutto Chicago ha fatto una fatica bestia, dimostrando tutta l'inesperienza di una squadra veramente giovane e fino all'anno scorso perdente), la quarta (Orlando) ha addirittura perso in casa nonostante un Howard devastante ma che non ha saputo trascinare il resto della squadra. E qui vorrei sottolineare una cosa: se in una squadra ci si affida a una superstar senza però dare alcuna responsabilità al supporting cast, succede che quando l'avversario accetta di subire 46 punti dalla stella ma non raddoppia nè utilizza accorgimenti speciali per fermarla, gli altri giocatori dimostrano la propria "normalità" se non la propria "mediocrità" (vedi per esempio Turkoglu, che evidentemente se fa bene solo a Orlando dipende dagli spazi che Howard gli libera). Detto questo, fin'ora di "amazing" ho visto ben poco (se non l'esultanza di Hansborough dopo il canestro+fallo del +10 Pacers nell'ultimo quarto), però spero che le cose migliorino con l'apporto dell'Ovest.
P.S: non c'entra niente, ma vedento la puntata 1 di Sherlock (bellissima miniserie di 3 puntate, si prepara la seconda stagione, non vedo l'ora) ho trovato la prima risposta alla questione sul senso del blog: come diario giornaliero per persone in terapia psicanalitica da stress post-traumatico. Solo che non è il mio caso.
P.S: non c'entra niente, ma vedento la puntata 1 di Sherlock (bellissima miniserie di 3 puntate, si prepara la seconda stagione, non vedo l'ora) ho trovato la prima risposta alla questione sul senso del blog: come diario giornaliero per persone in terapia psicanalitica da stress post-traumatico. Solo che non è il mio caso.
16/04/11
Strana fortuna...
Una mattinata stranamente positiva: sveglia tranquilla, appuntamento dal veterinario spostato di una mezz'oretta (con qualche leggera lagnanza perchè lo si costringeva a stare aperto fino alle 12:30, ma neanche troppo), treni dell'andata perfettamente in orario e stranamente vuoti. Arrivati a Spinea, la vet è tutta sorridente e tranquilla, il coniglio si fa visitare e vaccinare senza eccessive ritrosie (per la cronaca, sta benissimo), la visita si risolve in breve e facciamo fortunatamente in tempo a prendere il treno delle 13:18 (in alternativa, era preventivata un'ora di attesa alla ridente stazione deserta e desolata di Spinea). A Mestre beccata la coincidenza più fortunosa del mondo (scesi dal treno, saliti su quello di fronte che parte un minuto più tardi), con la felice conclusione di essere arrivati a casa con un'ora di anticipo anche rispetto all'anticipo previsto!!!
Ora mi chiedo: dietro a quale angolo si sta preparando il simpatico maniaco pronto a violentarmi? In qualche modo, dovrò scontare tutta sta buona sorte....
Ora mi chiedo: dietro a quale angolo si sta preparando il simpatico maniaco pronto a violentarmi? In qualche modo, dovrò scontare tutta sta buona sorte....
15/04/11
Primus inter pares?
Che senso può avere tenere un blog?
La domanda mi assilla (assilla, insomma... non è che non ci dorma la notte, diciamocelo xD) da tempo. Davvero non lo capisco. Secondo la definizione, blog è una contrazione dei termini web-log, ovvero diario in rete. Ora, io non sono mai riuscito a tenere un diario. Indovinate perchè? TROPPO PIGRO. Ma l'idea del diario era una volta quella di un taccuino assolutamente privato sul quale riportare sensazioni, pensieri, sfoghi che in questa maniera non covavano dentro di noi alimentando un nocivissimo rosik, ma che non sarebbero MAI diventati di dominio pubblico. Se oggi un "amico" mi ha fatto veramente girare i cabbasisi, mi sfogo sul diario scrivendo tutto quello che gli farei, tanto non lo verrà mai a sapere e non potrò offenderlo e magari rovinare il nostro rapporto.
Tutto ciò con il BLOG è andato a farsi fottere. Un diario personale però pubblico, cui tutti possano accedere (e magari nessuno mai accederà). Quindi, ritorno alle origini: non lo capisco.
Mi sono convinto però che esiste una soluzione: provare a tenere un blog. Non so quanto durerà, nè quanti post pubblicherò. Magari domani mi sarò già rotto le palle. Magari no. Sicuramente l'unico atteggiamento valido per trovare la risposta a una qualunque domanda richiede il ricorso al metodo scientifico. Dunque, posto il problema, elaborata una tesi (che per ora terrò per me), passo alla fase sperimentale. I risultati tra un po'.
La domanda mi assilla (assilla, insomma... non è che non ci dorma la notte, diciamocelo xD) da tempo. Davvero non lo capisco. Secondo la definizione, blog è una contrazione dei termini web-log, ovvero diario in rete. Ora, io non sono mai riuscito a tenere un diario. Indovinate perchè? TROPPO PIGRO. Ma l'idea del diario era una volta quella di un taccuino assolutamente privato sul quale riportare sensazioni, pensieri, sfoghi che in questa maniera non covavano dentro di noi alimentando un nocivissimo rosik, ma che non sarebbero MAI diventati di dominio pubblico. Se oggi un "amico" mi ha fatto veramente girare i cabbasisi, mi sfogo sul diario scrivendo tutto quello che gli farei, tanto non lo verrà mai a sapere e non potrò offenderlo e magari rovinare il nostro rapporto.
Tutto ciò con il BLOG è andato a farsi fottere. Un diario personale però pubblico, cui tutti possano accedere (e magari nessuno mai accederà). Quindi, ritorno alle origini: non lo capisco.
Mi sono convinto però che esiste una soluzione: provare a tenere un blog. Non so quanto durerà, nè quanti post pubblicherò. Magari domani mi sarò già rotto le palle. Magari no. Sicuramente l'unico atteggiamento valido per trovare la risposta a una qualunque domanda richiede il ricorso al metodo scientifico. Dunque, posto il problema, elaborata una tesi (che per ora terrò per me), passo alla fase sperimentale. I risultati tra un po'.
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